Chi lo ama non sa farne a meno. Stiamo parlando naturalmente del caffè.

In Italia e in buona parte del mondo, il caffè è la prima coccola che ci concediamo la mattina, una sferzata di energia quando ci sentiamo giù, una piacevole scusa per incontrare gli amici o una pausa tra i mille impegni della giornata e tanto altro ancora.

Le prime testimonianze di questa speciale bevanda, ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, risalgono al XV secolo anche se ci sono racconti, che vedono il caffè al centro della loro narrazione, risalenti al 900-1000 d.C. .

Tante le leggende che accompagnano l’origine del caffè.
La più conosciuta ha come protagonista un pastore di capre etiope chiamato Kaldi. Un giorno, il suo gregge si imbatté in una pianta di caffè; le capre, curiose, cominciarono a mangiarne le bacche e a masticarne le foglie.  Arrivata la notte, gli animali anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo, il pastore ne individuò la ragione provò ad abbrustolire i semi della pianta, come quelli mangiati dal suo gregge, poi li macinò e ne fece un’infusione, ottenendo così il caffè.

E se le vere origini del caffè pare mettano le radici sugli altipiani dell’Abissinia, sono molti i racconti dei viaggiatori che testimoniano l’uso diffuso del caffè in tutto l’Oriente Islamico alla fine del XVI secolo. Ecco che in Occidente è l‘Italia a essere considerata la prima nazione in cui si diffuse l’uso di questa bevanda portentosa, capace di rinvigorire il corpo liberandolo da sonno e stanchezza.

E’ il 1640, infatti, quando a Venezia apre la prima “Bottega del Caffè”, forse preceduta da  un piccolo negozio a Livorno. In ogni caso, il successo fu immediato e da allora, sia il consumo sia la produzione, si diffuse in tutto il mondo in maniera sempre più capillare fino a giorni nostri in cui bere una tazza di caffè è un’abitudine tanto comune quanto piacevolissima.